Normativa cookies

Diapositiva18

DISFUNZIONI DELL’ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE (ATM) POSTURA – BRUXISMO BITE E GRINDCARE

Un soggetto con dolori facciali, alle spalle, al collo, ai muscoli masticatori, con vertigini ed acufeni, con una incoordinazione condilo-meniscale dei capi articolari della mandibola e dell’osso temporale, spesso vaga tra molti specialisti: neurologi, fisioterapisti, fisiatri, ortopedici, otorinolaringoiatri, posturologi, psicologi, chirurghi maxillo-facciali e altri , senza risolvere nulla.

Tali pazienti vengono spesso definiti psicopatici o psicolabili, ogni professionista interpellato si attribuisce non meglio identificate capacità terapeutiche e, spesso, sono sottoposti ad una terapia con farmaci antidepressivi.

L’ operatore sanitario che viene interpellato per ultimo, dopo questo lungo iter, è l’ odontoiatra con competenze in Gnatologia; questi, dopo un’accurata visita, inquadra la diagnosi , effettua una terapia e in pochi giorni la situazione del paziente migliora: prima si riduce il dolore, poi le vertigini, le contratture muscolari e la sua occlusione tende a normalizzarsi.

 

La “Gnatologia” si occupa della fisiologia e della patologia del Sistema Stomatognatico (SSG) e del trattamento di questo sistema in base all’esame dei sintomi, alla diagnosi ed al piano di trattamento.

Per Sistema Stomatognatico (SSG) si intende quel complesso funzionale di tessuti che presiedono alla masticazione, alla deglutizione, alla mimica, alla fonetica ed alla respirazione.

Appartengono al SSG, le ossa mascellari, la mandibola, la lingua, i muscoli, i legamenti della testa, del collo, della nuca, i denti con il rispettivo apparato di supporto parodontale, i tessuti molli delle labbra, delle guance, del palato e della lingua, le ghiandole mucose e salivari ed il sistema neuro-muscolare e linfatico.

Il Sistema Stomatognatico (SSG) vero e proprio è costituito da tre componenti fondamentali:

  1. Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM)
  2. Sistema Neuro Muscolare (SNM)
  3. Apparato Dento-Parodontale (ADP)

 

 

Sui Rapporti fisiologici e patologici di queste tre componenti verte l’analisi Gnatologica.

Alla base di un fattore patologico dovrà essere sempre ricercato un difetto primitivo nella forma e nella funzione con un rapporto reciproco di interdipendenza: precontatti tra i denti, iper o ipofunzione dei masseteri (muscoli elevatori e protrusori della mandibola) derivanti da errati rapporti occlusali congeniti o dovuti a terapie conservative, ortodontiche e protesiche incongrue; ipertrofia linguale con interposizione della lingua in deglutizione, forma e funzione dell’ATM, Bruxismo .

 

La visita Gnatologica comprende l’anamnesi, l’esame dell’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM), l’ispezione, l’auscultazione, la palpazione dei muscoli, l’esame dei rapporti occlusali fisiologici e patologici preesistenti o iatrogeni, l’esame di eventuali radiografie (Ortopantomografie, Stratigrafie dell’Articolazione Temporo-Mandibolare, Cone-Beam 3D), l’esame di radiografie endorali, eventuali registrazioni elettromiografiche, l’esame dei modelli delle arcate dentarie.

Schermata 2015-11-16 alle 16.39.10

 

Disfunzione dell’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM)

(Sindrome algico-disfunzionale dell’ATM)

 

 

Essa comprende alterazioni infiammatorie e degenerative dei legamenti articolari e dei muscoli del sistema masticatorio. I sintomi sono caratterizzati da dolore articolare e/o muscolare, click articolari, limitazione dei movimenti mandibolari o disturbi della mobilità, cefalea, sintomi auricolari, dolori alla nuca ed alle spalle, disturbi della deglutizione, vertigini. La componente emotivo-psicologica nell’evoluzione di tale Sindrome è un aspetto da non sottovalutare. Tale considerazione si basa sull’ esistenza di pazienti che hanno malocclusioni o sono portatori di protesi incongrue o si sono sottoposti a terapie ortodontiche non idonee e non sono bruxisti, non hanno problematiche algico-disfunzionali dell’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM), non hanno dolori muscolari o articolari, non hanno riduzione dell’apertura della bocca.

E’ anche vero, però, che l’Apparato Stomatognatico entra in sofferenza anche dopo anni dalle suddette terapie iatrogene, a volte in seguito a prolungati periodi di stress, a volte in modo assolutamente casuale.

Esistono pazienti, quindi, che hanno una “soglia di allerta” più bassa rispetto ad altri e tale sensibilità propiocettiva è senza dubbio riconducibile al Sistema Nervoso Centrale (SNC) capace, attraverso le sue terminazioni nervose periferiche, di registrare con maggior raffinatezza rispetto ad altri soggetti le alterazioni esistenti ai vari livelli del Sistema Stomatognatico (SSG): anatomia e fisio-patologia dei condili articolari, patologie occlusali e parodontali, movimenti mandibolari, odontoiatria iatrogena. Percepita l’alterazione, il SSG reagisce instaurando un quadro clinico complesso di sofferenza neuro-muscolare.

La nostra breve dissertazione introduce un argomento nuovo anche se molto diffuso: gli stretti rapporti che esistono tra Gnatologia e Postura, tra armonia del Sistema Stomatognatico (SSG) e Postura, tra Bruxismo e Postura.

 

Schermata 2015-11-16 alle 16.40.05

 

POSTURA

Schermata 2015-11-16 alle 16.40.39

 

L’orientamento del corpo umano nello spazio è considerato nella sua posizione posturale ortostatica rispetto alla terra e tale posizione è determinata e condizionata dalla forza di gravità terrestre.

Ci sono somiglianze tra la forma generica del corpo umano e i corpi degli altri vertebrati che sono conseguenza proprio del campo gravitazionale della terra e del bisogno dell’organismo di muoversi.

C’è un piano della simmetria speculare definito sia dalla direzione della gravità nella postura eretta della creatura, consistente nella direzione supero-inferiore (cranio-caudale), sia dalla direzione di locomozione abituale, la direzione postero-anteriore (dorsale-ventrale). Tale piano di simmetria speculare si chiama Piano Sagittale.

I due piani perpendicolari a quello sagittale si chiamano Piano coronale ( Frontale) e Piano Trasversale.

Il piano trasversale non è un piano di simmetria perché l’effetto della forza di gravità rende ogni simmetria nella direzione cranio caudale impraticabile: la caviglia ha più forza del collo.

Man mano che la grandezza dell’animale aumenta, a causa della forza di gravità aumenta anche la struttura scheletrica . Le ossa rappresentano l’8% del corpo del topo fino al 18% circa del corpo umano.

Anche il piano coronale o frontale (postero-anteriore o dorsale-ventrale) non è un piano di simmetria, in quanto è più importante sapere dove si sta andando che dove si è andati!

Gli organismi che vivono nell’acqua sono meno influenzati dalla gravità, hanno più simmetria supero-anteriore e così , ad esempio, è piccola la differenza tra lo scheletro di un delfino ed una balena. La forma degli organismi molto piccoli è quasi indipendente dalla gravità. Il movimento dei protozoi monocellulari ciliati dipende dal movimento ritmico delle ciglia e la capacità di spostamento è associata alla simmetria assiale dei protozoi ciliati. Altri organismi molto piccoli hanno forma sferica perché il sistema di forze dominante cui sono soggetti è la tensione nella membrana chiusa separata dal loro ambiente liquido. C’è una differenza di pressione tra esterno ed interno, con pressione maggiore interna.

La forma funzionale delle strutture biologiche è strettamente influenzata dal sistema di forze a cui le strutture sono soggette.

Il tendine trasporta e controlla una tensione, la cartilagine articolare, le ossa o i denti sono soggetti a carichi compressivi, la membrana di una cellula o la pelle proteggono un ambiente dall’altro.

Queste strutture biologiche possono adattare la loro struttura ,nell’individuo epigeneticamente, nelle specie geneticamente, ad un ambiente di carico meccanico mutato.

In ambito odontoiatrico, un esempio molto semplice di quanto detto è la possibilità di condizionare la forma e posizione dei mascellari e dei denti nei bambini con apparecchiature ortodontiche; la possibilità di condizionare tessuti gengivali od ossei con innesti autologhi o eterologhi o di guidare la guarigione dell’osso di un sito post-estrattivo o post-chirurgico con un condizionamento protesicamente guidato utilizzando manufatti provvisori mobili o fissi.

Schermata 2015-11-16 alle 16.41.13

 

BRUXISMO

 

E’ una parafunzione che consiste nel digrignare e/o serrare i denti.

Può essere diurno o notturno.

Il bruxismo è considerato uno dei fattori principali alla base dei disordini Temporo-mandibolari e dei conseguenti disturbi masticatori.

La teoria prevalente dell’insorgenza del Bruxismo è quella che attribuisce al Sistema Nervoso Centrale la causa e più specificatamente la sede nei Nuclei motori del Trigemino. Il bruxismo ha anche un’eziologia multifattoriale e le diverse cause possono essere responsabili singolarmente o in concorso tra loro. Possiamo, così, individuare i seguenti fattori predisponenti:

 

  1. Ansia e depressione.
  2. Disturbi del sonno.
  3. Ipertensione e disturbi del ritmo cardiaco.
  4. Predisposizione genetica.
  5. Assunzione di farmaci.

 

Si è osservata una maggiore incidenza in soggetti molto stressati, in fumatori, bevitori di alcool e caffè, soggetti con apnee notturne. Non c’è correlazione diretta tra precontatti occlusali o malocclusioni e bruxismo. Eventuali interventi sui denti vanno, quindi, valutati con cautela.

Il Bruxismo causa usura e/o fratture smalto-dentinali, comparsa di sensibilità dentinale, aggravamento di patologie parodontali preesistenti, dolore faciale.

 

La Terapia del bruxismo:

 

  1. Terapia farmacologica antalgica e miorilassante.
  2. Manovre di Stretching del cavo orale.
  3. Impiegodi apparecchi elettromiografici che agiscono con meccanismo di biofeedback quali ad esempio il Grindcare.

 

Schermata 2015-11-16 alle 16.41.50

 

GRINDCARE

 

 

E’ uno strumento terapeutico di tipo elettromiografico che agisce con un meccanismo di Biofeedback. Ne esistono di due tipi: il Grindcare Measure per la diagnosi ed il Grincare Clinic per la terapia del Bruxismo.

Un elettrodo, applicato sulla cute della tempia, decontrae il muscolo temporale ogni volta che il suo spasmo supera la soglia prestabilita; tale livello è personalizzato sul paziente.

L’elettrodo è collegato ad un apparecchio che registra i valori relativi all’attività bruxista notturna del paziente. La durata della terapia è variabile da un mese a diversi mesi.

La risposta al Grindcare è soggettiva e la terapia del bruxismo va comunque integrata con Bite e terapie farmacologiche, ove necessarie.

 

Schermata 2015-11-16 alle 16.42.18

 

 

Disfunzioni dell’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM)

Occlusione dentale e Postura

Conclusioni e prospettive terapeutiche

 

Lo studio della fisiologia della relazione tra occlusione dentale e postura corporea è piuttosto complesso. Il trattamento essenziale è costituito senz’altro dall’applicazione delle semplici regole di buona condotta in terapie nell’ambito della conservativa, della protesi e dell’ortodonzia anche e soprattutto per scongiurare il danno iatrogeno.

In pazienti con comparsa di una sintomatologia non conseguente a cure odontoiatriche, la terapia non può prescindere da un’accurata diagnosi e da un approccio multidisciplinare con un’ attenta gestione della sintomatologia clinica mediante utilizzo di strumenti “reversibili” a ridotto impatto biologico quali ad esempio il bite o apparecchiature elettromiografiche di vario genere, ad esempio il Grindcare, che agiscono con meccanismo terapeutico di biofeed-back.

Ricorrere a riabilitazioni complesse finalizzate al ripristino di un’occlusione “ ideale” o a terapie ortodontiche nel tentativo di risolvere una sindrome algico-disfunzionale dell’Articolazione Temporo-Mandibolare o un problema di postura è, oggi, una strada non percorribile in quanto non esistono dati sperimentali che dimostrano che la sintomatologia algico-disfunzionale regredisca.

 

Author Info

admin